IL CICLONE HARRY
Negli ultimi giorni il Sud Italia è stato travolto dal ciclone Harry, una perturbazione di violenza estrema con venti fortissimi, piogge torrenziali e mareggiate di eccezionale intensità che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna, protrattasi per 3 giorni con disagi su larga scala. Adesso che il ciclone Harry ha perso la sua intensità lascia dietro di sé in Sicilia, soprattutto lungo le coste orientali, dal Messinese, passando per il Catanese e giù fino a Siracusa un quadro di emergenza senza precedenti. Non è stata una semplice ondata di maltempo. Il ciclone Harry è stato una vera e propria tempesta mediterranea, sviluppatasi in condizioni eccezionali, producendo condizioni meteomarine particolarmente severe, costringendo all'allerta rossa e provocando momenti di grande paura e apprensione con ingenti danni soprattutto lungo le zone costiere. Sono stati registrati oltre 500 millimetri di pioggia in 72 ore, le raffiche di vento hanno superato i 120 chilometri orari e le onde in prossimità della costa hanno raggiunto anche i 15 metri di altezza. Le autorità locali e nazionali disponendo evacuazioni preventive di centinaia di persone in molti Comuni, con chiusure di scuole e attività secondarie, e con opportune limitazioni alla mobilità hanno evitato che la situazione potesse risultare ancora più drammatica per l’incolumità della popolazione. E’ divenuto virale il video in cui in diretta Facebook, il sindaco di Taormina, Cateno De Luca insieme al sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, sono stati i travolti da un’onda gigantesca, proveniente dal mare, mentre cercavano di quantizzare la gravità della situazione e invitavano la popolazione a rimanere al sicuro. Numerosi sono i video che testimoniano la potenza devastante di questo fenomeno atmosferico di una violenza senza eguali, che ha travolto soprattutto le coste orientali della Sicilia, procurando frane, smottamenti, allagamenti, riguardando abitazioni private, innumerevoli attività come ristoranti e locali commerciali, stazioni balneari e locali estivi, ma anche danni ingenti a infrastrutture vitali per le attività quotidiane come crolli di strade e ferrovie, arenili scomparsi, porti sovvertiti, approdi delle isole minori compromessi, intere cittadine deturpate, campagne allagate. La conta dei danni è ancora in corso, le criticità segnalate sono in continuo aumento, soltanto in Sicilia si stima quasi un miliardo di euro di danni.
Il passaggio del ciclone Harry su Sicilia, Sardegna e Calabria, lascia un gravissimo bilancio e ci pone di fronte a danni e interrogativi. La forza di questo evento è dovuta alle condizioni del Mediterraneo, che negli ultimi anni mostra anomalie termiche non limitate soltanto alla stagione estiva. Un costante e lento aumento della temperatura del mare può fornire un surplus energetico all’atmosfera favorendo lo sviluppo di eventi temporaleschi violenti, con precipitazioni molto abbondanti e concentrate in aree ristrette e in tempi brevi, raffiche di vento particolarmente forti, che a loro volta amplificano le mareggiate. Gli effetti devastanti del ciclone Harry lungo le coste e nell’entroterra si inseriscono in un quadro già descritto dai dati strumentali, che mostrano uno stato del mare estremo e precipitazioni molto intense. Nel contesto di un cambiamento climatico sempre più evidente, è plausibile che anche il Mar Mediterraneo possa nel tempo diventare scenario per fenomeni atmosferici estremi, con impatti potenziali su territori già fragili, comunità e infrastrutture carenti, aumentando esponenzialmente il rischio di catastrofi.
Esprimiamo la nostra solidarietà alle comunità costiere vicine nella nostra provincia e a tutte le popolazioni colpite, auspicando un pronto e indispensabile supporto famiglie coinvolte e alle aziende che hanno subito i danni del ciclone. Ci auguriamo anche un urgente intervento delle autorità per il ripristino e la messa in sicurezza delle già precarie infrastrutture presenti sull’isola, senza le quali ogni attività risulta gravemente compromessa. Speriamo in concrete e fattive politiche di prevenzione, cominciando dalla tutela del nostro amato territorio e del nostro amatissimo Mare, indissolubilmente parte dell’anima e del cuore di ogni Siciliano. Eventi come il ciclone Harry dovrebbero indurci a rinnovare il nostro amore per il mare con gesti concreti.
Scriveva Verga ne “I Malavoglia” “Chi ha roba a mare non ha nulla”, riprendendo un vecchio proverbio di saggezza popolare per il quale affidare i propri beni in attività legate al mare rappresenta sempre e comunque un rischio, a causa dell’imprevedibilità delle condizioni meteomarine e dei pericoli che giungono dal mare. Tuttavia i Siciliani, e tutte le popolazioni che vivono di mare, al mare, con il mare dentro, sanno che la loro forza risiede proprio nella loro TALASSOFILIA, ovvero in quell’amore quasi patologico per il mare. E noi affetti dalla “sindrome di Nettuno” serbiamo in cuore la consapevolezza di potere affrontare la nostra intrinseca condizione di fragilità legata ad un territorio plasmato dalla presenza del mare, vissuto come amico, confidente, complice, alleato, che talvolta però, ci ricorda la nostra piccolezza e la nostra dipendenza dalla sua forza selvaggia e indomabile. Dal mare abbiamo imparato la forza e la tenacia, con ostinazione come i flutti non temono di infrangersi ripetutamente sulla riva, così la forza dei Siciliani non si spezza contro arenili devastati, ma da lì si riparte con lo sguardo alto sopra le onde ricordando che il mare con la sua potenza maestosa ci insegna ad essere umili, ci obbliga al rispetto dei limiti e a guardare dentro alla nostra piccolezza nei confronti della natura.













