CARO BABBO NATALE
Caro Babbo Natale,
è passato così tanto tempo dall’ultima volta che ti ho scritto, anni, lustri e decenni …. Così tanto che ho perso il conto!
Da quel che ricordo non ho mai chiesto molto, perché ho sempre pensato che potessi portare più doni e felicità a bambine e bambini meno fortunati e felici di me! Eppure quest’anno mi è tornata la voglia di scriverti! Ovviamente adesso so che non esisti nella realtà. E allora perché ti scrivo se non esisti?
Ti scrivo perché voglio credere che i bambini abbiano ancora l’idea che tu esista e che tu sia vero e che tu sia ancora sommerso di letterine! E’ così difficile scrivere una lettera a Babbo Natale? Forse mai come in questo particolare momento storico stiamo rubando la magia del Natale ai bambini in ogni parte del mondo. La pandemia da Covid-19 ha ampliato in modo esponenziale l’uso delle tecnologie digitali ed ha esposto bambini alla frequentazione del mondo online, spesso senza l’opportuna e consapevole supervisione di un adulto preparato, che sappia guidarli a scelte e visioni consapevoli. Ci basta un gesto per aprire immagini e video che ci catapultano in luoghi e mondi lontanissimi, veri e paralleli, esponendoci ai rischi di contenuti inappropriati o dannosi per età e tipologia, rubando innocenza e disincanto. Di contro, l’incertezza e le difficoltà economiche scaturite dalla pandemia, hanno peggiorato le condizioni precarie dei paesi più poveri ed emergenti, di fatto relegando in condizioni di povertà materiale e culturali bambini ed adolescenti. E poi le guerre, sempre più crudeli, soprattutto con i più piccoli e indifesi? I bambini hanno ancora la possibilità di pensare e di scrivere la lettera per Babbo Natale?
E poi arriva dicembre…e si comincia a respirare “aria natalizia”. Studiosi di marketing lavorano alacremente per sfruttare il Natale come occasione di guadagno unendo con approcci innovativi i valori della tradizione e messaggi sociali universali. La tradizione è profondamente radicata nella nostra cultura per cui celebrando simboli universali come la magia del Natale, la famiglia e valori universali come la generosità e la solidarietà i brand di ogni tipo riescono a creare una connessione emotiva con il pubblico. Messaggi sociali di inclusività e sostegno a cause benefiche di vario tipo sublimano lo scambio dei doni natalizi, da mera pratica consumistica a gesto di significato nobile e profondo.
Nel 2025 l’approccio alla Festa del Santo Natale è cambiato e si sono consolidate nuove tradizioni. I tempi cambiano e anche le persone. Ma quindi Caro Babbo Natale dobbiamo arrenderci a chi sminuisce la magia del Natale?
Vorrei che le bombe e i droni si fermassero al passaggio della tua slitta e che, almeno per la tua incolumità, potessero cadere sulla terra soltanto pace e salute. Vorrei che gli adulti sognassero nuovamente magia del Natale, soprattutto nei luoghi di guerra, di fame e di ingiustizia, e soprattutto nei cuori di chi vive con indifferenza tutto questo. E mi chiedo perché decoriamo le strade di luci sfavillanti e abbelliamo le nostre case? Per rendere tutto “instagrammabile”? Non voglio rassegnarmi ad un Natale fatto solo di apparenza. Vorrei riscoprire quella forza che da bambini rendeva così speciale il 25 dicembre!
Vorrei credere con tutte le forze che la magia del Natale esiste ancora….
È una forza segreta che si può risvegliare in ogni cuore, perché lì giace sepolta, ma come un seme. Vorrei che insieme alle luci sfavillanti si riaccendesse in noi il desiderio di essere migliori, per un giorno e anche di più. Vorrei che potessimo scartare come un pacco colorato la speranza di pace e di giustizia per tutti i popoli della terra. Vorrei che ci scaldassimo con fiamme di bontà e solidarietà, con rinnovata capacità di donarsi agli altri. Vorrei vedere serene tutte le persone. Vorrei vedere più sorrisi sui volti della gente. Vorrei che lo scambio dei doni non fosse una convenzione sociale ma espressione di un “ti voglio bene” che nascondiamo nel cuore. Vorrei che le telefonate ai parenti e agli amici fossero segno del desiderio di mantenere ancora un legame con loro. Vorrei che le opere benefiche, proposte a Natale, fossero mosse da compassione e non per imposizione alla nostra coscienza.
Perché ci è così difficile mantenere viva la magia del Natale? è colpa nostra, purtroppo, ho capito.
Ma Caro Babbo Natale, sulla tua slitta potresti aggiungere ai giochi per i bambini, piccoli pacchetti con la magia del Natale da distribuire a noi adulti? La minima giusta quantità per riportarci al tempo dell’innocenza, il dono più prezioso che abbiamo perduto, per aiutarci a tornare bambini e a credere con tutte le forze che la magia del Natale esiste davvero!
Non puoi? Ma davvero? Mi stai dicendo che la magia del Natale, questa “cosa” potentissima, in realtà ce l’ho ancora nel cuore? E’ una forza dirompente che proviene dall’ intimo, è un desiderio vivo nel cuore, è quella brama di amore puro e di pace che abbiamo da sempre in noi, perché “Qualcuno” ci ha lasciato dentro gratuitamente questo desiderio. E ogni anno, ogni Natale questa Luce potentissima sorge per tutti, in silenzio, rinasce nella semplicità di un Bambino povero e indifeso. E allora voglio tornare bambina e credere che a Natale l’Amore Incondizionato si può toccare con mano.
Buon Natale!













