San Valentino: la storia

 Alzi la mano chi non lo sa! La festa di San Valentino è alle porte! Calendario alla mano, la festa degli innamorati si avvicina! Il 14 febbraio, si festeggia San Valentino, la Festa degli Innamorati, che negli ultimi anni è diventata più universalmente la festa di chi ama, che sia una persona cara, un genitore, un figlio o un amico, San Valentino è il momento perfetto per esprimere affetto alle persone importanti della tua vita. I riflettori sono quindi puntati sull’Amore, con la “A” maiuscola, sull’amore romantico sull’amore affettuoso, sull’amore sensuale, sull’amore platonico e su tutti i sentimenti che l’amore comporta. Ogni 14 febbraio Agape e Eros convivono pacificamente! Perché San Valentino non è solo una smielata festa per pochi, ma è anche una scusa per fermarsi a riflettere sulle preziose presenze che ci accompagnano nella nostra vita quotidiana, un’occasione per riprendere il proprio tempo di coppia, o in un rapporto importante con i nostri cari e ritrovare e rivivere la gioia della propria unione. Una celebrazione dell’amore universale, talvolta così strabordante di consumismo che ci si dimentica il perché di questa festa.

E voi volete conoscere le origini di questa festa universalmente riconosciuta?


TRA STORIA E LEGGENDA

La sua origine risale agli Antichi Romani per i quali febbraio era considerato un mese importante, celebrato come il mese della rinascita, in cui avvenivano riti di purificazione per ottenere fortuna e fertilitá. Il 15 febbraio si svolgevano i “Lupercalia”, celebrazioni dedicate al dio Luperco: feste della fertilità, in cui donne e uomini si lasciavano andare con festeggiamenti sfrenati, ritenuti immorali dai cristiani, dato che prevedano anche la nudità rituale ed erano apertamente in contrasto con la dottrina e l'idea di amore cristiano. Si svolgeva una sorta di lotteria dell´amore: in una urna venivano mescolati i nomi di uomini e donne, che venivano estratti da un bambino, in modo tale da comporre delle coppie che avrebbero poi vissuto, per tutto l´anno seguente, in intimitá per onorare il rito della fertilitá e il dio stesso. Ogni anno, poi, il rito si sarebbe ripetuto. Per questo motivo, una volta che il cristianesimo si fu affermato in Europa, Papa Gelasio I nel 496 d.C. decise di “cristianizzare” questa vecchia pratica, cancellando i Lupercalia e sostituendoli con la Festa degli Innamorati, il 14 febbraio, giorno già dedicato dalla Chiesa al Santo Valentino martire, che fu individuato come protettore degli innamorati. Ma perché fu proprio il vescovo Valentino a divenire Santo patrono degli innamorati? Per una serie di miti e leggende riguardanti la sua vita. San Valentino, nato a Interamna l’attuale Terni, nel 176 d.C. fu martirizzato a Roma il 14 febbraio del 270 d.C. circa. Valentino dedicò la vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i cristiani. Fu consacrato vescovo della città nel 197 da Papa San Feliciano ed è considerato il patrono degli innamorati per varie leggende che lo vedono protagonista in storie d'amore tramandate nel tempo. La principale riguarda la cosiddetta rosa della conciliazione. Secondo la leggenda, infatti, San Valentino riconciliò due innamorati portando loro una rosa e benedicendo successivamente il loro matrimonio. Quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, giorno dedicato alle benedizioni. Si spiega così la tradizione di regalare rose a San Valentino. Un'altra leggenda riguarda la celebrazione del matrimonio tra la giovane cristiana Serapia e il centurione romano pagano Sabino che gli fu causa del martirio. Valentino fu presto considerato simbolo e protettore dell´amore a carattere universale.

L’ORIGINE LETTERARIA

In letteratura l´associazione con l´amore romantico arrivò successivamente e il merito di aver consacrato San Valentino come santo patrono dell'amore è da ascrivere a Geoffrey Chaucer, famosissimo scrittore inglese, indicato come il padre della letteratura inglese, autore di “The Canterbury Tales” ovvero “I Racconti di Canterbury”. Chaucer scrisse alla fine del 1300, in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia, l’opera The Parliament of Fowls, (Il Parlamento degli Uccelli) un poema in versi in cui associa Cupido a San Valentino, che così divenne il tramite ultraterreno della dimensione dell'Amore cortese. Non a caso sia in Francia sia in Inghilterra, nel Medioevo, metá febbraio coincideva con il rito naturale dell´accoppiamento degli uccelli, che si trova perfettamente in linea con la consacrazione del 14 febbraio.

PERCHÈ SI SCAMBIANO BIGLIETTI E REGALI A SAN VALENTINO?

Lo scambio di biglietti il 14 febbraio ha diverse spiegazioni leggendarie. La prima e più accreditata, narra che il vescovo compì il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo carceriere, di cui forse era innamorato, e a cui scrisse un biglietto che recitava: "Dal tuo Valentino”.

L'altra leggenda racconta che San Valentino possedesse un giardino in cui faceva giocare i bambini e che alla sera regalasse loro un fiore da portare a casa. Quando il Santo fu imprigionato i bambini non ebbero più un luogo dove giocare! Due piccioni viaggiatori riuscirono a trovare la prigione di Valentino e si misero a tubare dietro le sbarre della sua finestra. Valentino li riconobbe e legò al collo di uno una piccola chiave e al collo dell’altro un sacchetto fatto a cuoricino con dentro un biglietto. I piccioni fecero ritorno in città portando alla gente la chiave del giardino e il biglietto in cui c’era scritto «A tutti i bambini che amo, dal vostro Valentino»!". Ecco dunque il perché delle “Valentine”, i biglietti che gli innamorati si scambiano!

La tradizione è soprattutto anglosassone e tale usanza nasce probabilmente da un vero evento storico: la valentina più antica che si conosca sarebbe quella che Carlo d’Orleans scrisse alla moglie chiamandola la sua «dolcissima Valentina» mentre era rinchiuso nella torre di Londra, come prigioniero, dopo essere stato sconfitto nel 1415. A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha ispirato la produzione e la commercializzazione su vasta scala di biglietti d'auguri dedicati agli innamorati in questa festa.


 

COME TRASCORRONO SAN VALENTINO GLI ITALIANI?

Da tradizione gli innamorati si scambiano bigliettini, fiori, cioccolatini o piccoli doni. Per dimostrare il proprio amore basta poco, nulla di particolarmente impegnativo, un’idea semplice! A volte ci dimentichiamo dell'importanza dei piccoli gesti e non c'è occasione migliore per ricordacelo in questo giorno speciale.

In effetti scrivere un biglietto personale è davvero un modo romantico e sincero per dimostrare il tuo amore e il tuo apprezzamento a chi si ama. E se la poesia e le parole dolci non sono il tuo forte, ma sei dolce nell’animo, regala una confezione di deliziosi cioccolatini, ce ne sono per tutti i tipi e di tutti i gusti! Vuoi stupire la persona che ami? Organizza un dolce risveglio direttamente a casa con una colazione a letto, un momento da condividere insieme gustando una fetta di torta e biscotti preparati da te, e a seconda dei gusti un caffè, un thè, una cioccolata calda o un succo di frutta bio, per augurarvi un "buon San Valentino"! Non potete fare colazione insieme? Hai pensato ad un magnifico mazzo di fiori? I fiori infatti sono sempre un’ottima idea; bellissime rose vellutate, ma anche i suoi fiori preferiti, qualunque essi siano, per una sorpresa sempre apprezzata! Puoi fare recapitare il tuo bouquet al lavoro, a casa o semplicemente bussa alla sua porta con i fiori in mano! Effetto wow assicurato! E se ti piace particolarmente dilettarti ai fornelli prepara una romantica cena a sorpresa a lume di candela, con i suoi piatti preferiti per concludere in bellezza con un dolce a tema come una torta a forma di cuore e un buon calice di vino o un prosecco dalle delicate bollicine per brindare al vostro amore per un fine cena indimenticabile!

 Le vetrine sono piene di idee regalo di ogni tipo, peluches coccolosi se siete giovanissimi alle prese con la prima cotta, scintillanti sbrillocchi per meno giovani ma ancora inguaribili romantici, libri di poesie per grandi sognatori, ma anche pragmatici buoni regalo per gli scettici meno romantici e più sarcastici! Se nessuna di queste proposte è quella che fa al caso tuo, possiamo suggerirti un’altra idea! Qualsiasi sia la motivazione per cui non hai ancora individuato il regalo giusto per San Valentino, abbiamo noi la soluzione… Quale occasione migliore per dedicarsi e dedicare il proprio tempo a chi si ama? Concedetevi tempo per parlarvi, per guardavi negli occhi ma soprattutto per guardarvi dentro al cuore e ricordarvi a vicenda cosa vi ha fatto innamorare e perché vi amate ancora, Buon San Valentino!


Autore: MARIACRISTINA CELI 24 dicembre 2025
Caro Babbo Natale, è passato così tanto tempo dall’ultima volta che ti ho scritto, anni, lustri e decenni …. Così tanto che ho perso il conto! Da quel che ricordo non ho mai chiesto molto, perché ho sempre pensato che potessi portare più doni e felicità a bambine e bambini meno fortunati e felici di me! Eppure quest’anno mi è tornata la voglia di scriverti! Ovviamente adesso so che non esisti nella realtà. E allora perché ti scrivo se non esisti? Ti scrivo perché voglio credere che i bambini abbiano ancora l’idea che tu esista e che tu sia vero e che tu sia ancora sommerso di letterine! E’ così difficile scrivere una lettera a Babbo Natale? Forse mai come in questo particolare momento storico stiamo rubando la magia del Natale ai bambini in ogni parte del mondo. La pandemia da Covid-19 ha ampliato in modo esponenziale l’uso delle tecnologie digitali ed ha esposto bambini alla frequentazione del mondo online, spesso senza l’opportuna e consapevole supervisione di un adulto preparato, che sappia guidarli a scelte e visioni consapevoli. Ci basta un gesto per aprire immagini e video che ci catapultano in luoghi e mondi lontanissimi, veri e paralleli, esponendoci ai rischi di contenuti inappropriati o dannosi per età e tipologia, rubando innocenza e disincanto. Di contro, l’incertezza e le difficoltà economiche scaturite dalla pandemia, hanno peggiorato le condizioni precarie dei paesi più poveri ed emergenti, di fatto relegando in condizioni di povertà materiale e culturali bambini ed adolescenti. E poi le guerre, sempre più crudeli, soprattutto con i più piccoli e indifesi? I bambini hanno ancora la possibilità di pensare e di scrivere la lettera per Babbo Natale? E poi arriva dicembre…e si comincia a respirare “aria natalizia”. Studiosi di marketing lavorano alacremente per sfruttare il Natale come occasione di guadagno unendo con approcci innovativi i valori della tradizione e messaggi sociali universali. La tradizione è profondamente radicata nella nostra cultura per cui celebrando simboli universali come la magia del Natale, la famiglia e valori universali come la generosità e la solidarietà i brand di ogni tipo riescono a creare una connessione emotiva con il pubblico. Messaggi sociali di inclusività e sostegno a cause benefiche di vario tipo sublimano lo scambio dei doni natalizi, da mera pratica consumistica a gesto di significato nobile e profondo. Nel 2025 l’approccio alla Festa del Santo Natale è cambiato e si sono consolidate nuove tradizioni. I tempi cambiano e anche le persone. Ma quindi Caro Babbo Natale dobbiamo arrenderci a chi sminuisce la magia del Natale? Vorrei che le bombe e i droni si fermassero al passaggio della tua slitta e che, almeno per la tua incolumità, potessero cadere sulla terra soltanto pace e salute. Vorrei che gli adulti sognassero nuovamente magia del Natale, soprattutto nei luoghi di guerra, di fame e di ingiustizia, e soprattutto nei cuori di chi vive con indifferenza tutto questo. E mi chiedo perché decoriamo le strade di luci sfavillanti e abbelliamo le nostre case? Per rendere tutto “instagrammabile”? Non voglio rassegnarmi ad un Natale fatto solo di apparenza. Vorrei riscoprire quella forza che da bambini rendeva così speciale il 25 dicembre! Vorrei credere con tutte le forze che la magia del Natale esiste ancora…. È una forza segreta che si può risvegliare in ogni cuore, perché lì giace sepolta, ma come un seme. Vorrei che insieme alle luci sfavillanti si riaccendesse in noi il desiderio di essere migliori, per un giorno e anche di più. Vorrei che potessimo scartare come un pacco colorato la speranza di pace e di giustizia per tutti i popoli della terra. Vorrei che ci scaldassimo con fiamme di bontà e solidarietà, con rinnovata capacità di donarsi agli altri. Vorrei vedere serene tutte le persone. Vorrei vedere più sorrisi sui volti della gente. Vorrei che lo scambio dei doni non fosse una convenzione sociale ma espressione di un “ti voglio bene” che nascondiamo nel cuore. Vorrei che le telefonate ai parenti e agli amici fossero segno del desiderio di mantenere ancora un legame con loro. Vorrei che le opere benefiche, proposte a Natale, fossero mosse da compassione e non per imposizione alla nostra coscienza. Perché ci è così difficile mantenere viva la magia del Natale? è colpa nostra, purtroppo, ho capito. Ma Caro Babbo Natale, sulla tua slitta potresti aggiungere ai giochi per i bambini, piccoli pacchetti con la magia del Natale da distribuire a noi adulti? La minima giusta quantità per riportarci al tempo dell’innocenza, il dono più prezioso che abbiamo perduto, per aiutarci a tornare bambini e a credere con tutte le forze che la magia del Natale esiste davvero! Non puoi? Ma davvero? Mi stai dicendo che la magia del Natale, questa “cosa” potentissima, in realtà ce l’ho ancora nel cuore? E’ una forza dirompente che proviene dall’ intimo, è un desiderio vivo nel cuore, è quella brama di amore puro e di pace che abbiamo da sempre in noi, perché “Qualcuno” ci ha lasciato dentro gratuitamente questo desiderio. E ogni anno, ogni Natale questa Luce potentissima sorge per tutti, in silenzio, rinasce nella semplicità di un Bambino povero e indifeso. E allora voglio tornare bambina e credere che a Natale l’Amore Incondizionato si può toccare con mano. Buon Natale!
Autore: MARIACRISTINA CELI 19 dicembre 2025
UNA ANTICA TRADIZIONE
Autore: MARIACRISTINA CELI 12 dicembre 2025
TRA STORIA E LEGGENDA La storia di Lucia si tramanda da secoli attraverso racconti popolari e leggende, e vive di tradizioni che hanno conquistato tutta l’Europa, dalla Sicilia sua terra nativa al nord Italia fino ai paesi Scandinavi. Lucia nasce alla fine del III secolo a Siracusa, da una famiglia benestante di fede cristiana, e ancora bambina resta orfana di padre. Già da fanciulla, Lucia medita segretamente nel cuore di consacrarsi a Dio, ma non rivela il suo desiderio. La madre Eutychia, ignorando le intenzioni della figlia, la promette in sposa ad un giovane ricco di buon casato ma pagano. Lucia con vari pretesti rimanda le nozze, confidando nella preghiera e nell’aiuto divino. Il 5 febbraio, Lucia e la madre si recano in pellegrinaggio a Catania, al sepolcro di Sant’Agata, a cui vogliono chiedere la grazia della guarigione per Eutychia, che soffriva di emorragie nonostante costose e lunghe cure, senza rimedio. Lucia prega per la guarigione della madre e implora per sé di poter dedicare la propria vita a Cristo. S. Agata appare in visione a Lucia, le concede la grazia per la madre e le preannuncia il suo futuro. Lucia racconta alla madre del sogno e le rivela quindi di volere rinunciare al matrimonio, rinnegando la propria ricchezza e vendendo la propria dote in favore dei poveri. Il rifiuto al matrimonio provoca l’ira del giovane fidanzato che la denuncia al prefetto Pascasio accusandola di essere cristiana e di disobbedire all’editto di Diocleziano. Lucia, arrestata, interrogata, minacciata e torturata, si proclama pubblicamente seguace di Cristo e rifiuta di abiurare la propria fede. Gli atti del suo martirio narrano le terribili torture a cui fu sottoposta. Minacciata di venire esposta tra le prostitute, Lucia si rende protagonista di un fatto prodigioso: il suo corpo minuto diventa miracolosamente così pesante, che né la forza dei buoi né quella di decine di soldati riescono a spostarla. Lucia viene messa al rogo e ne esce illesa. Viene infine decapitata dopo aver ricevuto la Comunione e profetizzato la caduta di Diocleziano, la fine delle persecuzioni per i Cristiani e la pace per la Chiesa. Secondo la tradizione era il 13 dicembre del 304 d.C. SANTA LUCIA E LA VISTA Santa Lucia, patrona di Siracusa, è considerata la protettrice della vista, dei ciechi, invocata contro le malattie degli occhi, patrona di oculisti ed elettricisti. Il suo nome deriva dalla parola latina Lux, Luce, ed è rappresentata con l’attributo iconografico degli occhi su un piattino. Secondo alcune leggende, tra le torture subite durante il martirio le sarebbero stati strappati gli occhi, secondo altre versioni lei stessa li avrebbe tolti e consegnati ad un uomo che si sarebbe innamorato di lei e subito li avrebbe riottenuti ancora più belli di prima. LA CUCCI'A In tutta la Sicilia per tradizione il 13 dicembre non si consumano pasta e pane ma solo legumi e grani non lavorati. Secondo la leggenda durante una terribile carestia, il popolo siciliano avrebbe invocato Santa Lucia che proprio il 13 dicembre 1646, giorno della sua memoria, avrebbe permesso l’approdo di navi cariche di grano. I siciliani, stremati dalla fame, non macinarono il grano, ma lo mangiarono subito come una zuppa, semplicemente bollito in acqua, senza essere macinarlo in farina e poi trasformarlo in pane, per poterlo consumare immediatamente. La parola “cuccìa” deriva dal dialetto “cocciu”, ovvero “chicco”. Esistono diverse varianti della cuccìa, dolce e salata, ma tutte prevedono come ingrediente di base il grano cotto in chicchi.  SIRACUSA E VENEZIA Lucia inizialmente fu sepolta nei pressi del luogo del suo martirio e rimase per molti secoli a Siracusa, ove dalle catacombe in cui era stato tumulato fu traslato nella basilica innalzata in suo onore, dove oggi sorge il Santuario di S. Lucia al Sepolcro e vicino alla quale fu eretto un monastero. Secondo alcune leggende nel 878 il corpo di Santa Lucia fu nascosto nuovamente nelle catacombe per proteggerlo dall’invasione dei Saraceni e da qui fu trafugato e portato a Costantinopoli, ove fu ritrovato del 1039. Secondo altre versioni, dopo la conquista islamica della Sicilia, le reliquie della Santa, furono nascoste in un luogo segreto. Quando Maniace, generale di Bisanzio, riconquistò la città nel 1039, su ordine degli imperatori Basilio e Costantino – o come preda di guerra – portò il corpo di S. Lucia a Costantinopoli. Nel 1204 il doge Enrico Dandolo (durante la IV Crociata) prelevò i resti terreni di S. Lucia per portarli a Venezia ove tuttora sono custoditi. Basti pensare che la principale stazione ferroviaria di Venezia è intitolata proprio a Santa Lucia, infatti sorge nel luogo in cui inizialmente era stata eretta la Chiesa di Santa Lucia a custodirne i resti, prima di trasformarsi in snodo ferroviario ed essere demolita. Le spoglie di Santa Lucia vennero quindi traslate nella Chiesa di San Geremia e Santa Lucia sul Canal Grande, dove sono tuttora custodite. Siracusa e Venezia sono quindi unite dalla memoria di Santa Lucia, ed in entrambe le città specialmente il 13 dicembre, giorno del suo martirio, numerosissimi fedeli si recano in pellegrinaggio per richiedere la grazia della guarigione da malattie della vista o per esprimere la propria gratitudine per la grazia ricevuta. Questo forte legame storico e spirituale, ha portato a rivendicazione insistenti e richieste da parte della citta di Siracusa per la restituzione del corpo della martire siciliana, trovando un accordo con il patriarcato di Venezia che prevede ogni dieci anni una visita delle spoglie mortali della Santa nella sua città di origine. Le reliquie di Santa Lucia sono tornate a Siracusa nel 2004 per la ricorrenza del XVII centenario del suo martirio, poi una seconda volta nel 2014, ed infine nel dicembre 2024. Questi eventi straordinari hanno unito comunità e generazioni di fedeli attraverso un lungo cammino di fede e di luce da nord a sud. SANTA LUCIA NEL MONDO S. Lucia si celebra il 13 dicembre in Sicilia come patrona di Siracusa e di altre città in tutta l’isola con cerimonie religiose e immancabili tradizioni culinarie. Nel nord Italia, è molto sentita la tradizione di Santa Lucia. Da Venezia a Brescia, passando per Verona, Udine e fino alle città del Trentino Alto Adige S. Lucia anticipa in Natale, portando in groppa al suo asinello dolci e regali ai bambini. I bambini scrivono una letterina a Santa Lucia che arriverà nella notte a portare i doni, lasciando per lei sul tavolo biscotti e un bicchiere di latte e una carota e un po' di paglia per il suo asinello. Nei Paesi scandinavi S. Lucia viene celebrata come festa della Luce, con liturgie e processioni di fanciulle in costume, canti, scambio di dolci tipici e di doni. SANTA LUCIA ED IL GIORNO PIU' CORTO CHE CI SIA In passato il solstizio d’inverno cadeva il 13 dicembre, fino al 1583, anno in cui Papa Gregorio XIII allineò lo sfasamento tra calendario civile e IL calendario solare, spostando di fatto il solstizio in cavanti di circa 10 giorni. Per questo motivo il giorno di santa Lucia veniva associato al giorno più breve dell'anno e da quel giorno in avanti le giornate cominciavano a guadagnare ore di luce naturale, riportando i ritmi della natura verso la nuova primavera.
Autore: MARIACRISTINA CELI 6 settembre 2025
100 ANNI CON CAMILLERI
Autore: MARIACRISTINA CELI 5 settembre 2025
Che cosa straordinaria possono essere i libri. Ti fanno vedere posti in cui agli uomini succedono cose meravigliose. Andrea Camilleri
Autore: MARIACRISTINA CELI 13 agosto 2025
TRA STORIA E LEGGENDA
Autore: MARIACRISTINA CELI 27 luglio 2025
LE DELTA ACQUARIDI
Autore: MARIACRISTINA CELI 22 luglio 2025
Ci basta immaginare di essere in riva al mare mentre il sole ci scalda soavemente la pelle, provare a ricordare il rumore delle onde che si infrangono dolcemente sulla spiaggia, concentrarsi sul profumo della salsedine sospinta da una brezza delicata nell’aria per vivere un profondo stato di benessere dietro al quale si cela una interessante teoria scientifica: la Blue Mind Theory. Cos’è la Blue Mind Theory? La Blue Mind Theory, concettualizzata dal biologo marino Wallace J. Nichols, sostiene che l’acqua, specialmente quella del mare, abbia un effetto profondamente calmante e rigenerante sulla mente umana. Wallace J. Nichols ha indagato il profondo legame esistente tra acqua e mente, approfondendo insieme a neuroscienziati, psicologi e biologi marini, gli effetti benefici per il nostro cervello e raccontandoli nel libro Blue Mind. Secondo Nichols, il contatto sia visivo che fisico con l’acqua stimola l’attivazione di aree cerebrali legate alla felicità e al benessere, inducendo uno stato di relax che riduce lo stress e favorisce la creatività. Studi scientifici hanno dimostrato che l’esposizione all’acqua può ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e aumentare la produzione di endorfine e dopamina, sostanze chimiche che promuovono il benessere. La sola vista dell’acqua può stimolare la produzione di sostanze neurochimiche che inducono rilassamento promuovendo una autentica sensazione di benessere. Il contatto con l’acqua fa emergere sensazioni ed emozioni profonde, donando ispirazione e stimolando la creatività. La Blue Mind Theory si basa su ricerche che studiano la connessione tra l’acqua e il benessere mentale. Uno studio condotto dall’Università di Exeter in Inghilterra ha rilevato che le persone che vivono vicino al mare tendono ad essere più sane e meno stressate rispetto a chi vive lontano dall’acqua. Uno studio pubblicato dal Journal of Environmental Psychology ha individuato che anche soltanto la vista di immagini di paesaggi marini può ridurre l’ansia e aumentare i sentimenti di calma. Il concetto di Blue Mind attribuisce all’acqua un potere benefico enorme e si identifica con uno stato meditativo di calma e serenità. Questo effetto è prodotto da più fattori: infatti passando del tempo a contatto con l’acqua, si ha un effetto benefico nel placare le tensioni, grazie al movimento delle onde, ai suoni, ma anche al colore blu in tutte le sue sfumature che, essendo una tinta fredda, aiuta a calmare la mente. Inoltre, osservando l’acqua o immergendosi in essa compaiono emozioni piacevoli: gioia, allegria, leggerezza. L’effetto Blue Mind si riferisce anche a ciò che accade alla mente quando ci si trova in uno spazio dominato dall’acqua. I movimenti delle onde, i suoni e i colori permettono al cervello di riposarsi e di diminuire il flusso caotico continuo dei pensieri e delle informazioni che rielabora. Si verifica un cambiamento profondo nella psiche che può portare la mente a uno stato contemplativo. Stare a contatto con la natura, in spiaggia in riva al mare è rigenerante. La stanchezza mentale e fisica si attenua ed emergono piacevoli sensazioni di benessere. Osservare il mare e sentire il suono delle onde comporta uno stato di “default-mode”, la mente vaga libera, i pensieri rallentano, e in questo momento, secondo gli scienziati, si possono consolidare esperienze e conoscenze, trovare soluzioni a problemi irrisolti e dare sfogo alla creatività. Inoltre, alcune ricerche sostengono che anche solo la vista di un’immagine dell’acqua sia in grado di migliorare lo stato d’animo di una persona. Un aspetto affascinante della Blue Mind Theory è il suo impatto sulla creatività. La mente rigenerata, libera dal caos quotidiano si apre a nuove idee e soluzioni innovative cambiando prospettive e fornendo stimoli nuovi, ravvivando la fantasia. La Blue Mind theory si contrappone alla Red Mind theory che rappresenta lo stato di ansia e sovrastimolazione multisensoriale che caratterizza la vita moderna. La questione ecologica  L’effetto Blue Mind ha anche profonde implicazioni ecologiche, perché la connessione emotiva con l'acqua implica un maggiore impegno per la riduzione dell'inquinamento, la conservazione delle risorse idriche e la promozione di pratiche sostenibili. Se l’essere umano sta bene a contatto con la natura ha il dovere di proteggerla e di prendersene cura. Se il mare, e l’acqua in generale, offre così tanti benefici è ovvio che quando si parla di acqua, di ambiente e di benessere si comprende come tutto sia collegato. Bisogna acquisire una consapevolezza matura di fronte all’ambiente, prenderne atto e agire di conseguenza nella direzione di un cambiamento che ci trasformi in custodi del mare e non in semplici egoisti fruitori di benessere. Se il mare è in salute, anche l’uomo sarà in salute. La teoria della Blue Mind incoraggia l'adozione di uno stile di vita più consapevole e responsabile nei confronti dell'ambiente, promuovendo pratiche per combattere l’inquinamento, ridurre fino ad eliminare l’uso degli oggetti di plastica, il riciclo e la scelta di prodotti ecosostenibili. Proteggere le nostre spiagge è doveroso, non abbandonare alcun tipo di rifiuto in spiaggia, preferisci soluzioni ecologiche. La Blue Mind Theory non è solo una teoria sul benessere umano, ma anche un invito a una maggiore consapevolezza ecologica e a un impegno attivo per la protezione degli ambienti acquatici, riconoscendo il profondo legame che ci unisce all'acqua e della sua importanza per la vita; rappresenta un invito impegnarsi in azioni concrete per la sua protezione come promuovere l’istituzione di Aree Marine Protette, attraverso cui tutelare la biodiversità̀ marina. La Blue Mind Theory ci ricorda l’importanza di riconnetterci con la natura attraverso l’acqua. In un mondo sempre più frenetico e digitalizzato, ove i rapporti interpersonali sono sempre più privi di reale coinvolgimento emotivo, ritrovare il legame primordiale con l’acqua che rappresenta il nostro elemento essenziale può essere la chiave per una mente più sana, felice e creativa come requisito per relazioni umane più autentiche. Quindi, la prossima volta che ti senti sopraffatto dallo stress, prenditi una pausa e vai al mare, non solo in estate. Fai una bella passeggiata sulla spiaggia, una semplice camminata lungo la riva può avere effetti benefici sull’umore. Medita in riva al mare o semplicemente siediti vicino all’acqua. Pratica attività acquatiche come nuotare e altri sport acquatici che migliorano la forma fisica, ma anche il benessere mentale. Respira profondamente la salsedine, ascolta lo sciabordio delle onde, immergiti nel blu e lascia che la magia della Blue Mind Theory ti coinvolga.
Autore: MARIACRISTINA CELI 3 luglio 2025
La Sicilia vanta autentiche meraviglie non solo di tipo paesaggistico ed enogastronomico ma ancora oggi molti inestimabili tesori architettonici, a testimonianza della grande storia culturale siciliana sono giunti fino a noi in ottimo stato e possono essere visitati e vissuti come ad esempio i numerosi teatri Greci sparsi in tutta l’isola. Gli antichi Greci hanno contribuito in maniera rilevante a donare al paesaggio siciliano caratteristiche uniche per cui passeggiando in molte città e visitando i parchi archeologici sembra di rivivere nelle antiche città di un tempo. Un esempio di questa magnificenza architettonica sono i teatri greci, sorti in epoca ellenistica con caratteristiche architettoniche di tipo greco, rimaneggiati successivamente con elementi tipici dell’architettura teatrale in età romana; che hanno attraversato i secoli come luoghi del mito e siti magici, in cui le pietre si animano e diventano più che palcoscenico, dove ogni eco restituisce emozioni che evocano nel visitatore l’essenza stessa della mitologia classica. Il Teatro Greco di Tindari nel 2024 è stato riconosciuto come monumento nazionale, insieme ai teatri di Siracusa, Segesta, Agira e Hippana, vicino a Prizzi. Il Teatro Greco di Tindari, edificato verso la fine del IV secolo a.C, occupava una posizione elevata nella città sorgendo su una terrazza naturale con una spettacolare vista che spazia sul mare dal Golfo di Patti sulle Isole Eolie fino al Golfo di Milazzo. Fu costruito secondo il classico schema a semicerchio, con una cavea che poteva ospitare fino a 3000 spettatori; il diametro del teatro era di circa 63 metri. La cavea (koilon) contava probabilmente quaranta file di gradini (oggi ne rimangono trenta), suddivise da dieci scalette in undici settori. La trasformazione del teatro avvenne a seguito dell’insediamento della colonia latina voluta da Ottaviano Augusto nel 36 a.C. per adattarlo all’uso romano come arena per gli spettacoli dei gladiatori. Il Teatro si trova all’interno del Parco Archeologico di Tindari, insieme alle Terme Romane, la Basilica, le abitazioni con peristilio, gli ambienti per il bagno: frigidarium, tepidarium e calidarium. Vi è anche un Antiquarium dove vi sono reperti risalenti dall’età preistorica a quella romana. Il Teatro Greco di Tindari, opportunamente riattrezzato, rappresenta un notevole patrimonio culturale, il più bello, capiente e funzionale nei Nebrodi. Il Teatro durante la stagione estiva, continua a essere utilizzato per concerti e spettacoli teatrali, mantenendo viva la sua importanza storica e culturale, ospitando importanti manifestazioni teatrali e festival che accolgono generi diversi di spettacolo, richiamando artisti e compagnie di fama internazionale ed un pubblico numeroso. Tra gli eventi che si svolgono al Teatro di Tindari rivestono grande importanza il Tindari Festival, giunto alla 69° edizione, con la direzione artistica di Mario Incudine, e il Festival Lirico dei “Teatri di Pietra”, una prestigiosa rassegna multiculturale, curata dal direttore artistico il Maestro Aurelio Gatti. Il 69° Tindari Festival, edizione 2025, si terrà dal 4 luglio al 30 agosto nelle suggestive location del teatro greco di Tindari, ma anche nei siti culturali dei comuni limitrofi tra cui Oliveri, con un cartellone ricco di nomi illustri. Sono previsti trentaquattro eventi, undici prime nazionali e due grandi serate: l’edizione Il Festival sarà diviso in 5 sezioni: Classica, Off, Special, Pop, Itinerante, con un programma che unisce il linguaggio classico a quello contemporaneo. Tra gli appuntamenti è prevista la Notte Bianca con un omaggio al grande Maestro Andrea Camilleri nel centenario della sua nascita, ma anche la Notte per la Cultura con visite guidate, mostre ed installazioni ed il circo acrobatico teatrale. Ad inaugurare il cartellone del Tindari Festival 2025, venerdì 4 luglio al Teatro Greco di Tindari, sarà l’Archimede interpretato dal neo direttore artistico Mario Incudine e di Costanza DiQuattro, regia di Alessio Pizzech e musiche eseguite da Antonio Vasta. Il Festival lirico dei “Teatri di Pietra” ha l'obiettivo di portare la grande musica in luoghi di straordinaria bellezza sparsi in tutta la Sicilia e di valorizzare siti meno conosciuti ma di inestimabile valore storico e paesaggistico con un’importante operazione di decentramento culturale. Il Festival dei Teatri di Pietra è una manifestazione itinerante di teatro, musica e danza, che da luglio a settembre, lungo un percorso di oltre quaranta tappe, offre una kermesse estiva di prestigio internazionale. Tindari è stata scelta come sede poiché offre emozioni uniche in un luogo più che suggestivo racchiudendo una particolare dimensione culturale, artistica ed esistenziale, riportando in vita il Mito e la Storia. L’edizione 2025 si svolgerà dal 4 luglio al 20 settembre. L’evento inaugurale del Festival lirico dei Teatri di Pietra avrà luogo nell’incantevole scenario dell’Altopiano dell’Argimusco, noto come “lo specchio delle stelle”, tra rocce millenarie, lungo un pianoro dove cielo e terra si fondono, in un luogo sospeso nel tempo, tra i Monti Peloritani e i Nebrodi alle ore 19 del 4 luglio con un gala lirico corale intitolato Ode al Creato, un omaggio all’800° anniversario del Cantico delle Creature, una celebrazione della bellezza del creato e dell’eredità culturale universale. Un evento imperdibile che aprirà la strada a un’estate indimenticabile di musica, emozioni e arte. Opera simbolo della stagione sarà “Aida” di Giuseppe Verdi, in scena il 26 luglio a Tindari. Il Festival Lirico dei Teatri di Pietra si conferma quindi tra le principali rassegne musicali del Mediterraneo, capace di coniugare musica, arte e paesaggio in un racconto che attraversa i secoli, ogni appuntamento sarà un ponte tra passato e presente. Che siate appassionati di opera, amanti della musica classica o semplicemente alla ricerca di emozioni autentiche, non perdetevi le numerose serate di spettacolo sotto le stelle siciliane. Esperienze memorabili in cui la musica anima cielo, terra e mare, creando un ponte vivo tra passato e presente dove la musica si fa memoria, mito, storia, cultura, vita.
Autore: MARIACRISTINA CELI 22 maggio 2025
IL SACRIFICIO DI GIOVANNI FALCONE, FRANCESCA MORVILLO, ROCCO DICILLO, ANTONIO MONTINARO E VITO SCHIFANI.