San Valentino: la storia

 Alzi la mano chi non lo sa! La festa di San Valentino è alle porte! Calendario alla mano, la festa degli innamorati si avvicina! Il 14 febbraio, si festeggia San Valentino, la Festa degli Innamorati, che negli ultimi anni è diventata più universalmente la festa di chi ama, che sia una persona cara, un genitore, un figlio o un amico, San Valentino è il momento perfetto per esprimere affetto alle persone importanti della tua vita. I riflettori sono quindi puntati sull’Amore, con la “A” maiuscola, sull’amore romantico sull’amore affettuoso, sull’amore sensuale, sull’amore platonico e su tutti i sentimenti che l’amore comporta. Ogni 14 febbraio Agape e Eros convivono pacificamente! Perché San Valentino non è solo una smielata festa per pochi, ma è anche una scusa per fermarsi a riflettere sulle preziose presenze che ci accompagnano nella nostra vita quotidiana, un’occasione per riprendere il proprio tempo di coppia, o in un rapporto importante con i nostri cari e ritrovare e rivivere la gioia della propria unione. Una celebrazione dell’amore universale, talvolta così strabordante di consumismo che ci si dimentica il perché di questa festa.

E voi volete conoscere le origini di questa festa universalmente riconosciuta?


TRA STORIA E LEGGENDA

La sua origine risale agli Antichi Romani per i quali febbraio era considerato un mese importante, celebrato come il mese della rinascita, in cui avvenivano riti di purificazione per ottenere fortuna e fertilitá. Il 15 febbraio si svolgevano i “Lupercalia”, celebrazioni dedicate al dio Luperco: feste della fertilità, in cui donne e uomini si lasciavano andare con festeggiamenti sfrenati, ritenuti immorali dai cristiani, dato che prevedano anche la nudità rituale ed erano apertamente in contrasto con la dottrina e l'idea di amore cristiano. Si svolgeva una sorta di lotteria dell´amore: in una urna venivano mescolati i nomi di uomini e donne, che venivano estratti da un bambino, in modo tale da comporre delle coppie che avrebbero poi vissuto, per tutto l´anno seguente, in intimitá per onorare il rito della fertilitá e il dio stesso. Ogni anno, poi, il rito si sarebbe ripetuto. Per questo motivo, una volta che il cristianesimo si fu affermato in Europa, Papa Gelasio I nel 496 d.C. decise di “cristianizzare” questa vecchia pratica, cancellando i Lupercalia e sostituendoli con la Festa degli Innamorati, il 14 febbraio, giorno già dedicato dalla Chiesa al Santo Valentino martire, che fu individuato come protettore degli innamorati. Ma perché fu proprio il vescovo Valentino a divenire Santo patrono degli innamorati? Per una serie di miti e leggende riguardanti la sua vita. San Valentino, nato a Interamna l’attuale Terni, nel 176 d.C. fu martirizzato a Roma il 14 febbraio del 270 d.C. circa. Valentino dedicò la vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i cristiani. Fu consacrato vescovo della città nel 197 da Papa San Feliciano ed è considerato il patrono degli innamorati per varie leggende che lo vedono protagonista in storie d'amore tramandate nel tempo. La principale riguarda la cosiddetta rosa della conciliazione. Secondo la leggenda, infatti, San Valentino riconciliò due innamorati portando loro una rosa e benedicendo successivamente il loro matrimonio. Quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, giorno dedicato alle benedizioni. Si spiega così la tradizione di regalare rose a San Valentino. Un'altra leggenda riguarda la celebrazione del matrimonio tra la giovane cristiana Serapia e il centurione romano pagano Sabino che gli fu causa del martirio. Valentino fu presto considerato simbolo e protettore dell´amore a carattere universale.

L’ORIGINE LETTERARIA

In letteratura l´associazione con l´amore romantico arrivò successivamente e il merito di aver consacrato San Valentino come santo patrono dell'amore è da ascrivere a Geoffrey Chaucer, famosissimo scrittore inglese, indicato come il padre della letteratura inglese, autore di “The Canterbury Tales” ovvero “I Racconti di Canterbury”. Chaucer scrisse alla fine del 1300, in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia, l’opera The Parliament of Fowls, (Il Parlamento degli Uccelli) un poema in versi in cui associa Cupido a San Valentino, che così divenne il tramite ultraterreno della dimensione dell'Amore cortese. Non a caso sia in Francia sia in Inghilterra, nel Medioevo, metá febbraio coincideva con il rito naturale dell´accoppiamento degli uccelli, che si trova perfettamente in linea con la consacrazione del 14 febbraio.

PERCHÈ SI SCAMBIANO BIGLIETTI E REGALI A SAN VALENTINO?

Lo scambio di biglietti il 14 febbraio ha diverse spiegazioni leggendarie. La prima e più accreditata, narra che il vescovo compì il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo carceriere, di cui forse era innamorato, e a cui scrisse un biglietto che recitava: "Dal tuo Valentino”.

L'altra leggenda racconta che San Valentino possedesse un giardino in cui faceva giocare i bambini e che alla sera regalasse loro un fiore da portare a casa. Quando il Santo fu imprigionato i bambini non ebbero più un luogo dove giocare! Due piccioni viaggiatori riuscirono a trovare la prigione di Valentino e si misero a tubare dietro le sbarre della sua finestra. Valentino li riconobbe e legò al collo di uno una piccola chiave e al collo dell’altro un sacchetto fatto a cuoricino con dentro un biglietto. I piccioni fecero ritorno in città portando alla gente la chiave del giardino e il biglietto in cui c’era scritto «A tutti i bambini che amo, dal vostro Valentino»!". Ecco dunque il perché delle “Valentine”, i biglietti che gli innamorati si scambiano!

La tradizione è soprattutto anglosassone e tale usanza nasce probabilmente da un vero evento storico: la valentina più antica che si conosca sarebbe quella che Carlo d’Orleans scrisse alla moglie chiamandola la sua «dolcissima Valentina» mentre era rinchiuso nella torre di Londra, come prigioniero, dopo essere stato sconfitto nel 1415. A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha ispirato la produzione e la commercializzazione su vasta scala di biglietti d'auguri dedicati agli innamorati in questa festa.


 

COME TRASCORRONO SAN VALENTINO GLI ITALIANI?

Da tradizione gli innamorati si scambiano bigliettini, fiori, cioccolatini o piccoli doni. Per dimostrare il proprio amore basta poco, nulla di particolarmente impegnativo, un’idea semplice! A volte ci dimentichiamo dell'importanza dei piccoli gesti e non c'è occasione migliore per ricordacelo in questo giorno speciale.

In effetti scrivere un biglietto personale è davvero un modo romantico e sincero per dimostrare il tuo amore e il tuo apprezzamento a chi si ama. E se la poesia e le parole dolci non sono il tuo forte, ma sei dolce nell’animo, regala una confezione di deliziosi cioccolatini, ce ne sono per tutti i tipi e di tutti i gusti! Vuoi stupire la persona che ami? Organizza un dolce risveglio direttamente a casa con una colazione a letto, un momento da condividere insieme gustando una fetta di torta e biscotti preparati da te, e a seconda dei gusti un caffè, un thè, una cioccolata calda o un succo di frutta bio, per augurarvi un "buon San Valentino"! Non potete fare colazione insieme? Hai pensato ad un magnifico mazzo di fiori? I fiori infatti sono sempre un’ottima idea; bellissime rose vellutate, ma anche i suoi fiori preferiti, qualunque essi siano, per una sorpresa sempre apprezzata! Puoi fare recapitare il tuo bouquet al lavoro, a casa o semplicemente bussa alla sua porta con i fiori in mano! Effetto wow assicurato! E se ti piace particolarmente dilettarti ai fornelli prepara una romantica cena a sorpresa a lume di candela, con i suoi piatti preferiti per concludere in bellezza con un dolce a tema come una torta a forma di cuore e un buon calice di vino o un prosecco dalle delicate bollicine per brindare al vostro amore per un fine cena indimenticabile!

 Le vetrine sono piene di idee regalo di ogni tipo, peluches coccolosi se siete giovanissimi alle prese con la prima cotta, scintillanti sbrillocchi per meno giovani ma ancora inguaribili romantici, libri di poesie per grandi sognatori, ma anche pragmatici buoni regalo per gli scettici meno romantici e più sarcastici! Se nessuna di queste proposte è quella che fa al caso tuo, possiamo suggerirti un’altra idea! Qualsiasi sia la motivazione per cui non hai ancora individuato il regalo giusto per San Valentino, abbiamo noi la soluzione… Quale occasione migliore per dedicarsi e dedicare il proprio tempo a chi si ama? Concedetevi tempo per parlarvi, per guardavi negli occhi ma soprattutto per guardarvi dentro al cuore e ricordarvi a vicenda cosa vi ha fatto innamorare e perché vi amate ancora, Buon San Valentino!


Autore: MARIACRISTINA CELI 5 febbraio 2026
CURIOSITA' TRA STORIA E LEGGENDA Agata nacque ai primi del III secolo da una nobile e ricca famiglia catanese e a soli 15 anni si consacrò a Dio. Di lei si invaghì il proconsole Quinziano, che rifiutato più volte dalla giovane, in forza dell'editto di persecuzione contro i cristiani dell'imperatore Decio, accusò Agata di vilipendio alla religione di stato. Agata al processo fu inamovibile nella fede, scatenando l'ira del proconsole che ne dispose il supplizio. La leggenda narra che le furono strappati i seni con grosse tenaglie, ma fu guarita; successivamente torturata sui carboni ardenti. In suo aiuto si verificò un terribile terremoto che fece insorgere la città e convinse Quinziano a riportare Agata in prigione, ove morì poco dopo il 5 febbraio del 251 d.C.. S. Agata patrona di Catania Il triduo della festa di S. Agata a Catania si svolge il 3, 4 e 5 febbraio. In questi giorni l'intera città è tutta riunita per la sua festa, tra fede e folklore, attirando moltissimi devoti e curiosi. Il 3 febbraio è riservato all'offerta delle candele. L'usanza vuole che i ceri offerti siano di apri altezza o di pari peso di coloro che li offrono. Due carrozze settecentesche, appartenenti all'antico senato della città, sfilano in corteo insieme alle candelore, grossi ceri rappresentativi delle corporazione di arti e mestieri. A sera si svolge uno spettacolo pirotecnico in piazza duomo. Il 4 febbraio i devoti indossano l'abito tradizionale detto "sacco". Il busto argenteo della santa lascia il suo posto abituale nella cattedrale, dopo l'apertura dei tre cancelli a sua protezione e alla fine della celebrazione di una Messa solenne si snoda una lunga processione per le vie della città che dura tutto il giorno e si conclude a notte fonda quando il fercolo rientra in cattedrale. Il 5 febbraio, in tarda mattinata, si celebra in cattedrale il pontificale e al tramonto inizia la seconda parte della processione. A notte fonda il reliquiario e lo scrigno vengono ricollocati in cattedrale e uno spettacolo di fuochi pirotecnici sancisce la fine dei festeggiamenti. S. Agata patrona della salute del seno Nell'iconografia religiosa, Sant'Agata è spesso raffigurata mentre tiene in mano un vassoio su cui poggiano i suoi seni, ed in considerazione della tipologia del martirio subito viene considerata patrona e protettrice di chi soffre di patologie al seno e della salute el seno. Le "Minne" di Sant' Agata Le Minne di Sant' Agata, seni di Sant' Agata, o cassatelle di Sant' Agata, sono un dolce tipico catanese a forma di piccole seno. La particolare forma di questo dolce ha origini antichissime, nei culti pagani in onore di Iside e Demetra, propiziatori di fertilità e abbondanza. E' ragionevole pensare che questi culti pagani siano stati assorbiti e reinterpretati per i festeggiamenti in onore di Sant' Agata, caricandosi di una valenza religiosa in memoria del martirio della santa. Le "Minne" hanno appunto la forma di un seno e sono costituite da una base di pasta frolla, con ripieno di ricotta di pecora, lavorata con zucchero, gocce di cioccolato e canditi, ricoperte da una glassa lucida di colore bianco e decorate in cima con una ciliegia candita.
Autore: MARIACRISTINA CELI 27 gennaio 2026
UN RACCONTO DI CAMILLERI
Autore: MARIACRISTINA CELI 22 gennaio 2026
Negli ultimi giorni il Sud Italia è stato travolto dal ciclone Harry, una perturbazione di violenza estrema con venti fortissimi, piogge torrenziali e mareggiate di eccezionale intensità che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna, protrattasi per 3 giorni con disagi su larga scala. Adesso che il ciclone Harry ha perso la sua intensità lascia dietro di sé in Sicilia, soprattutto lungo le coste orientali, dal Messinese, passando per il Catanese e giù fino a Siracusa un quadro di emergenza senza precedenti. Non è stata una semplice ondata di maltempo. Il ciclone Harry è stato una vera e propria tempesta mediterranea, sviluppatasi in condizioni eccezionali, producendo condizioni meteomarine particolarmente severe, costringendo all'allerta rossa e provocando momenti di grande paura e apprensione con ingenti danni soprattutto lungo le zone costiere. Sono stati registrati oltre 500 millimetri di pioggia in 72 ore, le raffiche di vento hanno superato i 120 chilometri orari e le onde in prossimità della costa hanno raggiunto anche i 15 metri di altezza. Le autorità locali e nazionali disponendo evacuazioni preventive di centinaia di persone in molti Comuni, con chiusure di scuole e attività secondarie, e con opportune limitazioni alla mobilità hanno evitato che la situazione potesse risultare ancora più drammatica per l’incolumità della popolazione. E’ divenuto virale il video in cui in diretta Facebook, il sindaco di Taormina, Cateno De Luca insieme al sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, sono stati i travolti da un’onda gigantesca, proveniente dal mare, mentre cercavano di quantizzare la gravità della situazione e invitavano la popolazione a rimanere al sicuro. Numerosi sono i video che testimoniano la potenza devastante di questo fenomeno atmosferico di una violenza senza eguali, che ha travolto soprattutto le coste orientali della Sicilia, procurando frane, smottamenti, allagamenti, riguardando abitazioni private, innumerevoli attività come ristoranti e locali commerciali, stazioni balneari e locali estivi, ma anche danni ingenti a infrastrutture vitali per le attività quotidiane come crolli di strade e ferrovie, arenili scomparsi, porti sovvertiti, approdi delle isole minori compromessi, intere cittadine deturpate, campagne allagate. La conta dei danni è ancora in corso, le criticità segnalate sono in continuo aumento, soltanto in Sicilia si stima quasi un miliardo di euro di danni. Il passaggio del ciclone Harry su Sicilia, Sardegna e Calabria, lascia un gravissimo bilancio e ci pone di fronte a danni e interrogativi. La forza di questo evento è dovuta alle condizioni del Mediterraneo, che negli ultimi anni mostra anomalie termiche non limitate soltanto alla stagione estiva. Un costante e lento aumento della temperatura del mare può fornire un surplus energetico all’atmosfera favorendo lo sviluppo di eventi temporaleschi violenti, con precipitazioni molto abbondanti e concentrate in aree ristrette e in tempi brevi, raffiche di vento particolarmente forti, che a loro volta amplificano le mareggiate. Gli effetti devastanti del ciclone Harry lungo le coste e nell’entroterra si inseriscono in un quadro già descritto dai dati strumentali, che mostrano uno stato del mare estremo e precipitazioni molto intense. Nel contesto di un cambiamento climatico sempre più evidente, è plausibile che anche il Mar Mediterraneo possa nel tempo diventare scenario per fenomeni atmosferici estremi, con impatti potenziali su territori già fragili, comunità e infrastrutture carenti, aumentando esponenzialmente il rischio di catastrofi. Esprimiamo la nostra solidarietà alle comunità costiere vicine nella nostra provincia e a tutte le popolazioni colpite, auspicando un pronto e indispensabile supporto famiglie coinvolte e alle aziende che hanno subito i danni del ciclone. Ci auguriamo anche un urgente intervento delle autorità per il ripristino e la messa in sicurezza delle già precarie infrastrutture presenti sull’isola, senza le quali ogni attività risulta gravemente compromessa. Speriamo in concrete e fattive politiche di prevenzione, cominciando dalla tutela del nostro amato territorio e del nostro amatissimo Mare, indissolubilmente parte dell’anima e del cuore di ogni Siciliano. Eventi come il ciclone Harry dovrebbero indurci a rinnovare il nostro amore per il mare con gesti concreti. Scriveva Verga ne “I Malavoglia” “Chi ha roba a mare non ha nulla”, riprendendo un vecchio proverbio di saggezza popolare per il quale affidare i propri beni in attività legate al mare rappresenta sempre e comunque un rischio, a causa dell’imprevedibilità delle condizioni meteomarine e dei pericoli che giungono dal mare. Tuttavia i Siciliani, e tutte le popolazioni che vivono di mare, al mare, con il mare dentro, sanno che la loro forza risiede proprio nella loro TALASSOFILIA, ovvero in quell’amore quasi patologico per il mare. E noi affetti dalla “sindrome di Nettuno” serbiamo in cuore la consapevolezza di potere affrontare la nostra intrinseca condizione di fragilità legata ad un territorio plasmato dalla presenza del mare, vissuto come amico, confidente, complice, alleato, che talvolta però, ci ricorda la nostra piccolezza e la nostra dipendenza dalla sua forza selvaggia e indomabile. Dal mare abbiamo imparato la forza e la tenacia, con ostinazione come i flutti non temono di infrangersi ripetutamente sulla riva, così la forza dei Siciliani non si spezza contro arenili devastati, ma da lì si riparte con lo sguardo alto sopra le onde ricordando che il mare con la sua potenza maestosa ci insegna ad essere umili, ci obbliga al rispetto dei limiti e a guardare dentro alla nostra piccolezza nei confronti della natura.
Autore: MARIACRISTINA CELI 24 dicembre 2025
Caro Babbo Natale, è passato così tanto tempo dall’ultima volta che ti ho scritto, anni, lustri e decenni …. Così tanto che ho perso il conto! Da quel che ricordo non ho mai chiesto molto, perché ho sempre pensato che potessi portare più doni e felicità a bambine e bambini meno fortunati e felici di me! Eppure quest’anno mi è tornata la voglia di scriverti! Ovviamente adesso so che non esisti nella realtà. E allora perché ti scrivo se non esisti? Ti scrivo perché voglio credere che i bambini abbiano ancora l’idea che tu esista e che tu sia vero e che tu sia ancora sommerso di letterine! E’ così difficile scrivere una lettera a Babbo Natale? Forse mai come in questo particolare momento storico stiamo rubando la magia del Natale ai bambini in ogni parte del mondo. La pandemia da Covid-19 ha ampliato in modo esponenziale l’uso delle tecnologie digitali ed ha esposto bambini alla frequentazione del mondo online, spesso senza l’opportuna e consapevole supervisione di un adulto preparato, che sappia guidarli a scelte e visioni consapevoli. Ci basta un gesto per aprire immagini e video che ci catapultano in luoghi e mondi lontanissimi, veri e paralleli, esponendoci ai rischi di contenuti inappropriati o dannosi per età e tipologia, rubando innocenza e disincanto. Di contro, l’incertezza e le difficoltà economiche scaturite dalla pandemia, hanno peggiorato le condizioni precarie dei paesi più poveri ed emergenti, di fatto relegando in condizioni di povertà materiale e culturali bambini ed adolescenti. E poi le guerre, sempre più crudeli, soprattutto con i più piccoli e indifesi? I bambini hanno ancora la possibilità di pensare e di scrivere la lettera per Babbo Natale? E poi arriva dicembre…e si comincia a respirare “aria natalizia”. Studiosi di marketing lavorano alacremente per sfruttare il Natale come occasione di guadagno unendo con approcci innovativi i valori della tradizione e messaggi sociali universali. La tradizione è profondamente radicata nella nostra cultura per cui celebrando simboli universali come la magia del Natale, la famiglia e valori universali come la generosità e la solidarietà i brand di ogni tipo riescono a creare una connessione emotiva con il pubblico. Messaggi sociali di inclusività e sostegno a cause benefiche di vario tipo sublimano lo scambio dei doni natalizi, da mera pratica consumistica a gesto di significato nobile e profondo. Nel 2025 l’approccio alla Festa del Santo Natale è cambiato e si sono consolidate nuove tradizioni. I tempi cambiano e anche le persone. Ma quindi Caro Babbo Natale dobbiamo arrenderci a chi sminuisce la magia del Natale? Vorrei che le bombe e i droni si fermassero al passaggio della tua slitta e che, almeno per la tua incolumità, potessero cadere sulla terra soltanto pace e salute. Vorrei che gli adulti sognassero nuovamente magia del Natale, soprattutto nei luoghi di guerra, di fame e di ingiustizia, e soprattutto nei cuori di chi vive con indifferenza tutto questo. E mi chiedo perché decoriamo le strade di luci sfavillanti e abbelliamo le nostre case? Per rendere tutto “instagrammabile”? Non voglio rassegnarmi ad un Natale fatto solo di apparenza. Vorrei riscoprire quella forza che da bambini rendeva così speciale il 25 dicembre! Vorrei credere con tutte le forze che la magia del Natale esiste ancora…. È una forza segreta che si può risvegliare in ogni cuore, perché lì giace sepolta, ma come un seme. Vorrei che insieme alle luci sfavillanti si riaccendesse in noi il desiderio di essere migliori, per un giorno e anche di più. Vorrei che potessimo scartare come un pacco colorato la speranza di pace e di giustizia per tutti i popoli della terra. Vorrei che ci scaldassimo con fiamme di bontà e solidarietà, con rinnovata capacità di donarsi agli altri. Vorrei vedere serene tutte le persone. Vorrei vedere più sorrisi sui volti della gente. Vorrei che lo scambio dei doni non fosse una convenzione sociale ma espressione di un “ti voglio bene” che nascondiamo nel cuore. Vorrei che le telefonate ai parenti e agli amici fossero segno del desiderio di mantenere ancora un legame con loro. Vorrei che le opere benefiche, proposte a Natale, fossero mosse da compassione e non per imposizione alla nostra coscienza. Perché ci è così difficile mantenere viva la magia del Natale? è colpa nostra, purtroppo, ho capito. Ma Caro Babbo Natale, sulla tua slitta potresti aggiungere ai giochi per i bambini, piccoli pacchetti con la magia del Natale da distribuire a noi adulti? La minima giusta quantità per riportarci al tempo dell’innocenza, il dono più prezioso che abbiamo perduto, per aiutarci a tornare bambini e a credere con tutte le forze che la magia del Natale esiste davvero! Non puoi? Ma davvero? Mi stai dicendo che la magia del Natale, questa “cosa” potentissima, in realtà ce l’ho ancora nel cuore? E’ una forza dirompente che proviene dall’ intimo, è un desiderio vivo nel cuore, è quella brama di amore puro e di pace che abbiamo da sempre in noi, perché “Qualcuno” ci ha lasciato dentro gratuitamente questo desiderio. E ogni anno, ogni Natale questa Luce potentissima sorge per tutti, in silenzio, rinasce nella semplicità di un Bambino povero e indifeso. E allora voglio tornare bambina e credere che a Natale l’Amore Incondizionato si può toccare con mano. Buon Natale!
Autore: MARIACRISTINA CELI 19 dicembre 2025
UNA ANTICA TRADIZIONE
Autore: MARIACRISTINA CELI 12 dicembre 2025
TRA STORIA E LEGGENDA La storia di Lucia si tramanda da secoli attraverso racconti popolari e leggende, e vive di tradizioni che hanno conquistato tutta l’Europa, dalla Sicilia sua terra nativa al nord Italia fino ai paesi Scandinavi. Lucia nasce alla fine del III secolo a Siracusa, da una famiglia benestante di fede cristiana, e ancora bambina resta orfana di padre. Già da fanciulla, Lucia medita segretamente nel cuore di consacrarsi a Dio, ma non rivela il suo desiderio. La madre Eutychia, ignorando le intenzioni della figlia, la promette in sposa ad un giovane ricco di buon casato ma pagano. Lucia con vari pretesti rimanda le nozze, confidando nella preghiera e nell’aiuto divino. Il 5 febbraio, Lucia e la madre si recano in pellegrinaggio a Catania, al sepolcro di Sant’Agata, a cui vogliono chiedere la grazia della guarigione per Eutychia, che soffriva di emorragie nonostante costose e lunghe cure, senza rimedio. Lucia prega per la guarigione della madre e implora per sé di poter dedicare la propria vita a Cristo. S. Agata appare in visione a Lucia, le concede la grazia per la madre e le preannuncia il suo futuro. Lucia racconta alla madre del sogno e le rivela quindi di volere rinunciare al matrimonio, rinnegando la propria ricchezza e vendendo la propria dote in favore dei poveri. Il rifiuto al matrimonio provoca l’ira del giovane fidanzato che la denuncia al prefetto Pascasio accusandola di essere cristiana e di disobbedire all’editto di Diocleziano. Lucia, arrestata, interrogata, minacciata e torturata, si proclama pubblicamente seguace di Cristo e rifiuta di abiurare la propria fede. Gli atti del suo martirio narrano le terribili torture a cui fu sottoposta. Minacciata di venire esposta tra le prostitute, Lucia si rende protagonista di un fatto prodigioso: il suo corpo minuto diventa miracolosamente così pesante, che né la forza dei buoi né quella di decine di soldati riescono a spostarla. Lucia viene messa al rogo e ne esce illesa. Viene infine decapitata dopo aver ricevuto la Comunione e profetizzato la caduta di Diocleziano, la fine delle persecuzioni per i Cristiani e la pace per la Chiesa. Secondo la tradizione era il 13 dicembre del 304 d.C. SANTA LUCIA E LA VISTA Santa Lucia, patrona di Siracusa, è considerata la protettrice della vista, dei ciechi, invocata contro le malattie degli occhi, patrona di oculisti ed elettricisti. Il suo nome deriva dalla parola latina Lux, Luce, ed è rappresentata con l’attributo iconografico degli occhi su un piattino. Secondo alcune leggende, tra le torture subite durante il martirio le sarebbero stati strappati gli occhi, secondo altre versioni lei stessa li avrebbe tolti e consegnati ad un uomo che si sarebbe innamorato di lei e subito li avrebbe riottenuti ancora più belli di prima. LA CUCCI'A In tutta la Sicilia per tradizione il 13 dicembre non si consumano pasta e pane ma solo legumi e grani non lavorati. Secondo la leggenda durante una terribile carestia, il popolo siciliano avrebbe invocato Santa Lucia che proprio il 13 dicembre 1646, giorno della sua memoria, avrebbe permesso l’approdo di navi cariche di grano. I siciliani, stremati dalla fame, non macinarono il grano, ma lo mangiarono subito come una zuppa, semplicemente bollito in acqua, senza essere macinarlo in farina e poi trasformarlo in pane, per poterlo consumare immediatamente. La parola “cuccìa” deriva dal dialetto “cocciu”, ovvero “chicco”. Esistono diverse varianti della cuccìa, dolce e salata, ma tutte prevedono come ingrediente di base il grano cotto in chicchi.  SIRACUSA E VENEZIA Lucia inizialmente fu sepolta nei pressi del luogo del suo martirio e rimase per molti secoli a Siracusa, ove dalle catacombe in cui era stato tumulato fu traslato nella basilica innalzata in suo onore, dove oggi sorge il Santuario di S. Lucia al Sepolcro e vicino alla quale fu eretto un monastero. Secondo alcune leggende nel 878 il corpo di Santa Lucia fu nascosto nuovamente nelle catacombe per proteggerlo dall’invasione dei Saraceni e da qui fu trafugato e portato a Costantinopoli, ove fu ritrovato del 1039. Secondo altre versioni, dopo la conquista islamica della Sicilia, le reliquie della Santa, furono nascoste in un luogo segreto. Quando Maniace, generale di Bisanzio, riconquistò la città nel 1039, su ordine degli imperatori Basilio e Costantino – o come preda di guerra – portò il corpo di S. Lucia a Costantinopoli. Nel 1204 il doge Enrico Dandolo (durante la IV Crociata) prelevò i resti terreni di S. Lucia per portarli a Venezia ove tuttora sono custoditi. Basti pensare che la principale stazione ferroviaria di Venezia è intitolata proprio a Santa Lucia, infatti sorge nel luogo in cui inizialmente era stata eretta la Chiesa di Santa Lucia a custodirne i resti, prima di trasformarsi in snodo ferroviario ed essere demolita. Le spoglie di Santa Lucia vennero quindi traslate nella Chiesa di San Geremia e Santa Lucia sul Canal Grande, dove sono tuttora custodite. Siracusa e Venezia sono quindi unite dalla memoria di Santa Lucia, ed in entrambe le città specialmente il 13 dicembre, giorno del suo martirio, numerosissimi fedeli si recano in pellegrinaggio per richiedere la grazia della guarigione da malattie della vista o per esprimere la propria gratitudine per la grazia ricevuta. Questo forte legame storico e spirituale, ha portato a rivendicazione insistenti e richieste da parte della citta di Siracusa per la restituzione del corpo della martire siciliana, trovando un accordo con il patriarcato di Venezia che prevede ogni dieci anni una visita delle spoglie mortali della Santa nella sua città di origine. Le reliquie di Santa Lucia sono tornate a Siracusa nel 2004 per la ricorrenza del XVII centenario del suo martirio, poi una seconda volta nel 2014, ed infine nel dicembre 2024. Questi eventi straordinari hanno unito comunità e generazioni di fedeli attraverso un lungo cammino di fede e di luce da nord a sud. SANTA LUCIA NEL MONDO S. Lucia si celebra il 13 dicembre in Sicilia come patrona di Siracusa e di altre città in tutta l’isola con cerimonie religiose e immancabili tradizioni culinarie. Nel nord Italia, è molto sentita la tradizione di Santa Lucia. Da Venezia a Brescia, passando per Verona, Udine e fino alle città del Trentino Alto Adige S. Lucia anticipa in Natale, portando in groppa al suo asinello dolci e regali ai bambini. I bambini scrivono una letterina a Santa Lucia che arriverà nella notte a portare i doni, lasciando per lei sul tavolo biscotti e un bicchiere di latte e una carota e un po' di paglia per il suo asinello. Nei Paesi scandinavi S. Lucia viene celebrata come festa della Luce, con liturgie e processioni di fanciulle in costume, canti, scambio di dolci tipici e di doni. SANTA LUCIA ED IL GIORNO PIU' CORTO CHE CI SIA In passato il solstizio d’inverno cadeva il 13 dicembre, fino al 1583, anno in cui Papa Gregorio XIII allineò lo sfasamento tra calendario civile e IL calendario solare, spostando di fatto il solstizio in cavanti di circa 10 giorni. Per questo motivo il giorno di santa Lucia veniva associato al giorno più breve dell'anno e da quel giorno in avanti le giornate cominciavano a guadagnare ore di luce naturale, riportando i ritmi della natura verso la nuova primavera.
Autore: MARIACRISTINA CELI 6 settembre 2025
100 ANNI CON CAMILLERI
Autore: MARIACRISTINA CELI 5 settembre 2025
Che cosa straordinaria possono essere i libri. Ti fanno vedere posti in cui agli uomini succedono cose meravigliose. Andrea Camilleri
Autore: MARIACRISTINA CELI 13 agosto 2025
TRA STORIA E LEGGENDA
Autore: MARIACRISTINA CELI 27 luglio 2025
LE DELTA ACQUARIDI